.::Chiesa di San Rufiniano::.

Affacciata su un poggio la Chiesa di San Rufiniano domina con proporzioni armoniose e sobrie la pianura di Calenzano, lungo la strada che da Settimello sale al Monte Morello. 
Documentata dal 1020, fu costruita in forme romaniche, con l' altare rivolto ad Est al sole nascente, simbolo del Cristo risorto e la facciata rivolta ad ovest con rosone ancora visibile dalla terrazza sormontante il portico. Dal XIV secolo fu di patronato dei Da Sommaia dei quali è visibile lo stemma con il caratteristico archipendolo, che nella seconda metà del Quattrocento curarono radicali restauri alla costruzione, durante i quali furono rinvenuti i resti del Santo Vescovo Rufiniano, da allora particolarmente venerati in un prezioso reliquiario. Attorno al XVI secolo la proprietà passò, per motivi ereditari, ai Torelli per ritornare dopo qualche decina d'anni di nuovo nel possesso dei Da Sommaia. Estinti i Da Sommaia, la chiesa appartenne ai Serzelli e agli Strozzi, dopo il 1768 resse la chiesa l'illuminista Antonio Selvolini, attivo imprenditore del restauro dell'edificio: fu alleggerito il portico che ingloba la chiesa e l' oratorio della Confraternita, aggiunte statue, stucchi e affreschi affidati a Leonardo Cambi, ben presto rovinati e oggi del tutto scomparsi. Tra i vari Rettori si segnalano il Cardinale Giovanni de' Medici, futuro Papa Leone X, che resse la chiesa nel 1506 per un periodo di soli tre mesi, Antonio Selvolini dal 1783 al 1827 e Domenico Menichini dal 1827 al 1866.
Descrizione
Arte e architettura
Veduta dell'esterno

L'esterno della chiesa, privo di particolari decorazioni, è caratterizzato dalla presenza, sulla facciata, di un portico di tre campate, il quale si apre sull'esterno con tre archi a sesto ribassato poggianti su pilastri. Sulla parte posteriore dell'edificio, sorge il campanile; questo è della tipologia a torre, con pianta quadrata, e all'interno della cella campanaria ospita quattro campane a slancio.

L'interno della chiesa è a navata unica ed ospita, fra le altre cose, un fonte battesimale della Manifattura Ginori di Doccia e un affresco di Otello Fratoni raffigurante il Battesimo di Cristo, risalenti al XIX secolo.

Organo a canne

Sulla cantoria in controfacciata, si trova un organo a canne costruito da Michelangelo Paoli nel 1842 e restaurato nel 2013 da Riccardo Lorenzini.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica ed il suo materiale fonico è racchiuso all'interno di una cassa lignea di fattura geometrica, con mostra composta da canne di Principale disposte in cuspide unica centrale con ali laterali; la consolle è a finestra e dispone di un'unica tastiera di 50 note con prima ottava scavezza e pedaliera a leggio di 10 note con prima ottava scavezza, costantemente unita al manuale, con 8 note reali e gli ultimi due pedali rispettivamente per il Tamburo e gli Usignoli.

Di seguito, la sua disposizione fonica in base alla posizione dei pomelli dei vari registri nelle due colonne della registriera:
Colonna di sinistra - Ripieno
Contrabbassi al Pedale
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4'
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
XXVI 2/3'
XXIX 1/2'

Colonna di destra - Concerto
Campanelli
Trombe 8' Bassi
Trombe 8' Soprani
Clarone 4'
Flauto in VIII 4'
Voce angelica 8'
Cornetto Nazardo 2.2/3'
Cornetto Ottavino 2'
Sesquialtera 1.3/5'
Flauto in ottava 4'
Banda

Pagina creata il 12/07/2014

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