.::Articolo della Rubrica Memorie dei Confratelli::.
MARIO SABATINI

Carissima Famiglia Sabatini Carissimi Consorelle e Confratelli M.Rev. Don Paolo Cioni Correttore Dopo i Confratelli di Venerabile Memoria Romano, Nello, Gino, Bruno, Giuseppina, Paolo, Dino, piangiamo ora Mario unito alla Sua Sposa Loretta. E’ particolarmente difficile per me che , oltre che Governatore, sono stato il Medico che oltre venticinque anni fa, nel curare Loretta conobbe Mario e poi tutta la loro Famiglia che mi ha onorato della loro amicizia in tutti questi anni, ricordarli. Allorchè fu ricostituita questa Confraternita ebbi a chiedere a Mario di entrarvi. La proposta fu accolta molto volentieri nonostante la grande attività che Mario, aveva insieme alla Sua Sposa Loretta, nelle Istituzioni cattoliche come il Gruppo di Preghiera Padre Pio, la organizzazione di numerosissimi pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo ed a Medjugorje. Mario quindi è stato tra i Confratelli rifondatori della rinata Confraternita e nonostante i numerosi impegni è stato sempre attento alle nostre iniziative, e ne è stato protagonista. Ricordo a questo proposito il Ritiro che facemmo al Convento di Bosco ai Frati a Scarperia dovuto al suo prezioso contributo Ha partecipato anche alla attività di AFAMI ed alle attività benefiche in Benin. Vorrei a tal proposito ricordare la grande amicizia con Don Antoine Metin e la visita che abbiamo fatto insieme con Simone, con Mario Quintiero e con Danilo al Villaggio Cielo a Ougabou alla Scuola Notre Dame de la Famille. Con grande fede Mario e Loretta hanno accettato con sopportazione la Grande prova, la lunga e dolorosissima malattia di Loretta e quindi la sua tremenda prova prima di raggiungere, a breve distanza l’ uno dall’ altra il Padre. Questa Messa di Trigesimo unisce nella Preghiera per entrambi la nostra Confraternita. Questi Sposi Santi hanno vissuto la loro Fede sempre uniti nelle ferite della loro carne. Secondo il Vangelo di Marco : “ all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicchè non sono più due, ma una sola carne.” Una sola Carne dice il Vangelo e questo mi ha fatto ricordare, pensando al loro grande travaglio, il Crocifisso di Insenheim in Alsazia a Colmar, una rappresentazione del Cristo Crocifisso fra le più crude e drammatiche dell’arte occidentale, certamente una delle più intense e toccanti di tutta la storia dell’arte. Quest’opera era destinata a confortare i ricoverati nell’ospedale di Isenheim tenuto dai Padri Antoniani. Questi malati erano destinati a morire a breve, perché malati di ergotismo, il “fuoco dell’Inferno”: una malattia orribile che riempiva il corpo di pustole e ulcere, fino alla cancrena. Cristo, gigantesco, appeso a una croce di legno malamente sgrossata, porta i segni della brutale violenza con la quale è stato torturato. Il suo corpo scheletrico è interamente segnato dalle ferite della flagellazione, oltre che da contusioni e piaghe. La sua carne è crivellata da migliaia di ferite. Il capo è cinto da una spaventosa corona di spine; le mani magrissime, attraversate da grossi chiodi, hanno le dita tese per gli spasmi e flesse. Così anche i piedi. L’intero corpo del Redentore sembra deformarsi a causa dell’estrema sofferenza. Una immagine così crudamente realistica suscitava immedesimazione nei fedeli gravemente malati con sentimenti di pietà e devozione. Quel Cristo repellente diceva ai poveri moribondi e a noi oggi che anche il figlio di Dio aveva sofferto ogni dolore e che anche loro erano figli di Dio fra gli ultimi del mondo e che solo morendo Cristo poteva risorgere. E cioè che tutto il male sofferto – da lui e da loro – doveva essere accettato, e sopportato, perché aveva un senso e che questo era il messaggio più autentico del cristianesimo, L’insopportabile strazio fisico ed umano a cui Gesù si è sottoposto, scegliendo di “sospendere” la sua natura divina, per soffrire con e come noi è toccante, sconvolgente e terribile, ma riesce segretamente a consolare perchè il Cristo è risorto, è vivo, è sempre con noi nella sua trasfigurata bellezza affinché un giorno possiamo contemplarlo faccia a faccia insieme con tutti gli angeli. Carissimi Consorelle e Confratelli Preghiamo Requiem Aeternam Dona Eis Domine et Lux Perpetua Luceat Eis Reqiuescant in pacem Amen Data: 17/05/2021

Data: 19/05/2021
Fonte: sommaia
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